Comunicazione on line

venerdì 8 agosto 2008 - 13.00 - admin
Con le necessarie accortezze dovute alla consapevolezza di trovarsi di fronte ad un processo non ancora concluso, è possibile individuare una rassegna di caratteristiche – che vanno ad affiancarsi a quelle ben più note come l’interattività e la circolarità dei flussi comunicativi - unanimemente attribuite alla comunicazione attraverso la rete.

La prima caratteristica a cui intendiamo fare riferimento è l’economicità, che assume particolare rilievo per quanto riguarda la comunicazione delle istituzioni pubbliche. L’apertura e la gestione di un sito web comportano costi economici talmente ridotti da non poter essere neppure paragonabili a quelli necessari per godere di una presenza, seppure saltuaria sui media tradizionali. Certo le differenze fra chi può investire somme consistenti per la presenza in rete, affidandosi a professionisti, e chi deve accontentarsi di soluzioni per così dire “fatte in casa”, sono innegabili, e tuttavia questo non altera il rapporto con gli investimenti che richiedono i media tradizionali (si pensi anche solo al costo di una pubblicità su un giornale, che oltre tutto ha una durata estremamente ridotta nel tempo).

Anche la velocità è senza dubbio un tratto distintivo della comunicazione in rete, sia nella sua versione sincrona che asincrona. Velocità a cui si accompagna l’assenza di confini che consente “la costruzione di una comunità mondiale che comunica e si organizza in modo autonomo per il conseguimento d’obiettivi comuni”

La disintermediazione nel processo d’accesso alle informazioni è uno degli aspetti della rete su cui si sono maggiormente concentrati i suoi sostenitori. La rete, infatti, pone i cittadini e gli emittenti della comunicazione, nel caso che qui ci interessa le istituzioni, nella condizione di escludere la mediazione giornalistica tipica dei media tradizionali. “La disponibilità on line di materiale come documenti, leggi, dichiarazioni ecc. pone il cittadino nella condizione di poter costruire un percorso personale legato ai suoi interessi, conoscenze e aspettative”. Sul versante delle istituzioni, il superamento dell’intermediazione giornalistica, consente ad esempio di mettere da parte le logiche di notiziabilità.

Fin qui abbiamo messo in luce gli aspetti positivi delle novità legate alla comunicazione attraverso la rete, ma le stesse caratteristiche presentano intrinseci aspetti negativi, fra cui i principali sono legati all’accesso alle informazioni.
L’accesso ad internet, nonostante i forti tassi di crescita degli ultimi anni, resta un fattore di discriminazione che spesso si aggiunge, aggravandoli, ai fattori già presenti come il grado di scolarità, l’età, il reddito e l’area geografica di appartenenza. Al problema dell’accesso materiale alla rete, si aggiungono poi quelli connessi ai contenuti veicolati. L’incremento dell’offerta informativa può diventare, come già abbiamo accennato, eccesso d’informazione che rischia di paralizzare il soggetto, impossibilitato a processare tutti i dati cui può accedere. L’eccesso d’informazione rinvia a problemi connessi da una parte con la selezione del materiale acquisito, dall’altra con la veridicità e affidabilità dello stesso. Acquisire informazioni tramite internet inoltre è un’operazione costosa in termini di tempo ed impegno: le nuove applicazioni tecnologiche sono sempre più sofisticate e tali da richiedere competenze e costi che non tutti i cittadini sono in grado di sopportare. Se si considera poi che nelle attuali società il costo dell’acquisizione d’informazioni è decisamente basso, diventa evidente come l’esistenza di questa nuova tecnologia non si traduca automaticamente in un miglioramento generale delle condizioni, ed in particolare della partecipazione politica. In realtà, come sottolinea Sara Bentivegna, “l’incremento dell’offerta informativa si configura come un elemento positivo per l’utente che già nutre un forte interesse per la vita politica e il suo funzionamento: così come accade per gli altri new media, Internet non attiva nuovi interessi tra i soggetti disinteressati, ma li rafforza in quelli che ne erano già portatori”.
 
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